Escursione al Rifugio Bianchet

Ritorna il filone dei rifugi del Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi: dopo il Rifugio Pian de Fontana, oggi tocca all’Escursione al Rifugio Bianchet. Rimaniamo quindi in provincia di Belluno, stavolta nel Comune di Sedico, e la nostra camminata ci porta fino al Pian dei Gatt, dove abbiamo posto la nostra meta odierna. E’ un’esperienza del 2018, che però non possiamo fare a meno di raccontarvi: iniziamo.

Mappa del Parco delle Dolomiti Bellunesi
  • Partenza: Strada Regionale 203, Km.5, tra loc. La Stanga e loc. La Muda, Sedico (BL) (449m slm)
  • Arrivo: Rifugio Bianchet (1250m slm)
  • Durata del percorso di andata (stesso percorso al ritorno): 2h30m
  • Difficoltà: Turistica T-T (prima parte Escursionistica (è possibile un’alternativa Facile), seconda parte Turistica)
  • Mezza Stella nel Punteggio: la durata dell’Escursione e la prima parte del percorso, più dura
  • Consigli utili: utilizzare calzature adatte
  • Note: percorso poco frequentato, possibile incontrare animali selvatici (aguzzate la vista)

Per assurdo la difficoltà maggiore è trovare il punto di partenza, perché il Sentiero inizia con una gradinata in cemento a lato della Strada Regionale SR203, in parte nascosta dalle chiome degli alberi: in questo caso, oltre alla mappa, alleghiamo la vista di Google Streetview, per una maggiore comprensione.

Punto di partenza / parcheggio, su Google Maps:

Questo è l’inizio ufficiale del sentiero 503 (correttamente indicato); nel caso si volesse optare per un avvio più blando, si può arrivare in macchina un po’ più avanti, in località La Muda, dove parte la carrareccia alla quale noi ci ricongiungeremo invece dopo.

Partenza del Sentiero 503

Finalmente affrontiamo l’ormai celebre scalinata di cemento.

Gradinata iniziale

Subito dopo troviamo un ponte, sempre in cemento, che ci fa passare sopra la Forra del Vescovà. Fermarsi a guardare in basso (per chi non soffre di vertigini) può essere interessante.

Da questo punto parte un sentiero, tutto nel bosco, stretto e ripido, che in circa 30 minuti ci porta verso la strada che consigliavo poco sopra ai meno pratici: è impegnativo e in continua salita, faticoso ma fortunatamente all’ombra.

Sentiero iniziale

Il percorso sterrato sul qual sbuchiamo è tutt’altra cosa: largo, più blando, anche se, specie la prima parte, sotto il sole.

In cammino

Non è questa una meta tra le più ambite (le cerchiamo apposta così!), ma oggi ci troviamo in compagnia di altri escursionisti che, vista la bella giornata, hanno optato per la stessa salita.

Compagni di Escursione

Dopo un quarto d’ora inizia una breve serie di tornanti che fa recuperare quota, sempre comodamente.

Tornante

Sul secondo di questi tornanti i nostri compagni di cammino ci fanno notare un camoscio che, in una posizione alquanto impervia, ci guarda incuriosito.

Camoscio

Proseguiamo nel percorso che attraversa la Val vescovà lasciandoci impressionare dall’acqua che spesso sgorga dalle rocce.

L’acqua sgorga dall’alto

Dopo circa un’ora entriamo nel bosco, sempre continuando tra i tornanti.

Altro tornante

La salita è continua ma non impossibile, facilitata dall’andamento serpentino della strada e dall’ampiezza del sentiero.

Un ponticello in legno ci agevola un guado (e consente il passaggio al fuoristrada del gestore del Rifugio…)

Ponticello in legno

L’ultimo tratto è quasi in piano, sempre nel bosco ma con un sentiero un po’ più stretto.

Quasi arrivati

Dopo 2 ore e mezza circa dalla nostra partenza il sentiero si apre e arriviamo al Pian dei Gatt.

Pian dei Gatt

Eccoci finalmente al Rifugio Bianchet, posto proprio al centro della piana, in posizione invidiabile sotto lo Schiara.

Entriamo per il pranzo e contempliamo l’arredamento rustico.

Scopriamo che gli altri escursionisti di oggi vengono dall’Alpago e che non vedono l’ora di deliziarci coi canti della tradizione montana.

Gruppo dello Schiara

Appena fuori dal Rifugio i cartelli identificano questo come un punto di partenza per altre interessanti escursioni…

Indicazioni utili all’esterno

…ma per oggi abbiamo dato: è l’ora di rientrare.

Rientriamo

Fortunatamente la prima parte è tutta dentro al bosco, perché oggi fa caldo e ci stiamo muovendo di primo pomeriggio.

Di nuovo nel bosco

La seconda fase (quella che era la prima dell’andata) è sotto il sole, ma per fortuna non è impegnativa ed è pure in discesa.

Il percorso è tortuoso, per cui dall’alto se ne riesce a vedere l’andamento.

Strada del ritorno dall’alto

Davanti a noi stavolta c’è la Spirlonga.

Spirlonga

L’ultimo sguardo all’indietro e poi svoltiamo per l’ultimo tratto, quello più “intenso”.

Fine della carrareccia

Pee fortuna siamo al ritorno, è tutta discesa, ma sempre impegnativa: occore molta attenzione.

Ultima parte

Eccoci di nuovo alla gradinata!

Fine del percorso

Anche per oggi è tutto, un saluto. Alla Prossima! MV