Uscita in Val di Non al Santuario di San Romedio

Escursione in Val di Non al Santuario di San Romedio

Era il 2018 e Dohlomiti sbarcava per la prima volta in Val di Non! E quale miglior occasione di questa per un’Uscita insolita, che ci porterà al Santuario di San Romedio? Se non sapete di cosa stiamo parlando, leggeteci.

  • Partenza: Sanzeno, Val di Non (TN) (641m slm)
  • Arrivo: Santuario di San Romedio (TN) (740m slm)
  • Durata del percorso di andata (stesso percorso al ritorno): 1h circa
  • Difficoltà: Facile, praticamente tutta in quota
  • Mezza Stella nel Punteggio: il Tracciato alto, panoramico, richiede attenzione per non urtare la testa contro le rocce
  • Consigli utili: utilizzare calzature adatte
  • Note: Percorso e Santuario molto frequentati in Estate, meglio andare fuori stagione
Punto di partenza / parcheggio, su Google Maps:

Il Punto di Partenza è il paesino di Sanzeno. Dovrebbe esserci un Parcheggio apposito per chi si accinge ad affrontare il Cammino, ma noi non ci siamo informati come si dovrebbe, perciò decidiamo di lasciare la macchina nei pressi della Chiesa di Santa Maria.

Chiesa di Santa Maria a Sanzeno

Dietro la Chiesa si dipartono i 2 Percorsi alternativi che portano al Santuario: quello di destra, asfaltato, più semplice ma meno suggestivo, scande a Valle e segue un Canyon fino alla fine. Noi consigliamo caldamente l’altro, che parte a sinistra.

Sì, siamo appunto in Val di Non e non possono mancare i meleti e le mele, che ci fanno compagnia nella primissima parte del Percorso.

Mele della Val di Non

Dopo i primi 20 minuti di cammino si arriva al Percorso scavato nella Roccia. Proprio qui vengono forniti dei caschetti da indossare per proteggere la testa (in alcuni tratti si procede curvi e si potrebbe sbattere contro qualche masso); in ogni caso quando passiamo noi, in tarda mattinata, neppure un caschetto è rimasto a nostra disposizione: D’Oh!

Inizio Sentiero

ATTENZIONE: Non so se in epoca CoViD l’uso e la fornitura di caschetti siano ancora consentiti, questa informazione riguarda il 2018

Al di là dell’altezza ridotta, il percorso è per il resto tenuto come si deve, con steccato esterno in legno e cavo d’acciaio internamente come corrimano.

Tra le Rocce

Nei punti in cui ci si riesce ad alzare in piedi, ci si può guardare intorno ad ammirare il panorama e vedere il tracciato basso (sì, quello perfetto per chi ha problemi di schiena e deve evitare questa via alta).

Percorso basso

L’unico piccolo problema potrebbe essere incontrare qualcuno che ci viene incontro, che affronta il Sentiero in senso contrario: bisogna mettersi d’accordo e trovare un punto più ampio in cui consentire ad uno dei due di accostare e all’altro di passare.

Percorso alto

Questo tratto, suggestivo e impegnativo insieme, ci impegna per altri 20 minuti, prima in quota e poi in progressiva discesa, fino a che non si torna a livello del Percorso Basso.

Malgolo

Una volta tornati sull’asfalto, con il Torrente alla nostra sinistra, vediamo di fronte a noi la meta, ci siamo quasi.

Ricongiungimento tra i 2 Percorsi

Alla fine prendiamo la gradinata che parte sulla destra e ci consente di arrivare dritti al Traguardo (l’alternativa sono i 2 tornanti asfaltati utilizzati dalle navette e dai mezzi consentiti, ma si perderebbe la “poesia” che ha contraddistinto tutto il Cammino di oggi).

Inizio Scalinata

Il ciottolato della gradinata non è molto piacevole per i nostri piedi, ma basta sfruttare la rampa sulla sinistra…

Ascesa agevole

Ed ecco che tra gli alberi si inizia a scorgere il Complesso Monumentale che tanto abbiamo cercato: wow!

Ecco il Santuario

La struttura è davvero impressionante dal vivo: sembra che il tutto sia posto in un equilibrio a dir poco precario, anche se così non è (parliamo di quasi mille anni di storia, difficile resistere così a lungo solo grazie alla fortuna)!

San Romedio

Ed eccoci arrivati alla meta! L’Uscita al Santuario di San Romedio finisce qui… O quasi: ci aspetta un altro po’ di gradini ora!

Santuario di San Romedio

Entriamo e vediamo subito che ci toccherà affrontare una scalinata discretamente ripida, se vogliamo arrivare alla Chiesa più in alto. Ci fermiamo? Ovvio che no!

Il Santuario all’Interno

Lo spettacolo interno è pari a quello esterno: gli amanti dell’arte avranno di che ammirare!

Ascesa interna

Dare uno sguardo fuori dalle finestre della scala interna ci fa rendere conto in maniera ancora più evidente della verticalità con cui si sviluppa il Santuario.

Scalinata esterna

La prima Chiesa che troviamo è quella di San Michele, del Cinquecento, piccola ma di notevole bellezza.

Chiesa di San Michele

Salendo ancora si arriva alla Chiesa Antica, più ampia, a pianta quadrata.

Chiesa antica

Tutto attorno a quest’ultima struttura è presente un camminamento semicoperto che ci permette di ammirare il panorama attorno a noi e vedere in basso la strada da cui siamo arrivati.

La scalinata interna, ricca di Ex-voto, fa un po’ impressione quando affrontata in discesa, ma siamo abituati ai tratti esposti in montagna, per cui no problem.

La ripida Scalinata interna

Oggi il Santuario è davvero affollato, difficile riuscire a fotografare senza coinvolgere altri visitatori (siamo costretti a sfuocare i volti di parecchia gente…)

Ingresso affollato del Santuario

Ma manca ancora una cosa per poter dire di aver visto tutto… Volete un Suggerimento?

Scultura dell’Orso

Ebbene sì, andiamo a vedere il recinto con il celebre Orso!

Si narra di Romedio di Thaur che, volendo recarsi a Trento per un ultimo saluto al suo vescovo Vigilio, chiese ad un suo discepolo di sellargli il cavallo. Questi però tornò indietro terrorizzato raccontando che un orso stava sbranando il cavallo. Il vecchio eremita non si scompose e gli disse: “Allora metti le briglie all’orso”. Il discepolo, che di Romedio si fidava ciecamente, tornò indietro e, pur con la dovuta titubanza, avvicinò le briglie all’animale il quale chinò il grosso capo e si fece sellare tranquillamente. Il Santo potè così raggiungere Trento a cavallo dell’orso.

Il Santuario di San Romedio è spesso ricordato anche per l’area faunistica adiacente l’ingresso in cui vive in semilibertà un orso, vera mascotte di tutti i bambini.

Nel 1958, ricordando la leggenda dell’Orso di San Romedio, il senatore conte Gian Giacomo Gallarati Scotti, membro d’onore del comitato di fondazione del WWF in Italia, comprò Charlie, un orso destinato a morire perchè la sua pelle fosse venduta, e lo donò al santuario di San Romedio.
Da allora l’area faunistica del santuario di San Romedio ha dato asilo ad esemplari di orso trentino e non solo altrimenti destinati ad una sorte più triste.

Oggi al santuario di San Romedio è ospitato “Bruno”: un bellissimo esemplare di orso abruzzese.
Con il ritorno dell’orso a San Romedio si è chiusa una interminabile vicenda, proseguita tra le proteste degli animalisti e le raccolte di firme dei favorevoli alla presenza del plantigrado al santuario, presenza che rientra nell’iconografia leggendaria del luogo.

Credits by santuariosanromedio.it
L’Orso in carne e ossa!

Ora è davvero tutto, tocca rientrare prima che scendano le tenebre (nel 2018 facciamo base a Folgaria, distante da qui…). Un ultimo sguardo al Santuario e si riparte.

L’Eremo dalla Strada del Ritorno

Decidiamo di affrontare la stessa via dell’Andata anche per il ritorno: ce la godiamo fino in fondo!

Di nuovo in Cammino

E dopo un’oretta, eccoci di nuovo a Sanzeno.

Ritorno a Sanzeno

Anche per oggi è tutto. Prossima avventura? Si torna in Veneto… MV