Escursione al Rifugio Semenza (Buon Compleanno Dohlomiti!)

Siamo nel 2020 ed il mondo è stato sconvolto da una pandemia (CoViD-19) portata dal virus SARS-CoV-2, stiamo perciò ricominciando solo ora a camminare in montagna: tornate a viaggiare insieme a noi di Dohlomiti.blog! L’occasione è ghiotta, perché proprio oggi Dohlomiti compie un anno di attività (il primo articolo risale proprio al 15 Giugno 2019), quindi quale occasione migliore per una nuova uscita?

Quella di oggi è la seconda vera escursione, impegnativa ma degna di nota, che vi raccontiamo quest’anno (avete letto quella al Rifugio Bianchet?): si va al Rifugio Semenza! Rimaniamo quindi in provincia di Belluno, questa volta in Alpago, cambiano le zone ma non le emozioni.

Tutto inizia presso l’Agriturismo Monte Cavallo a Col Indes, poco oltre Sant’Anna (BL), dove un ampio parcheggio (a pagamento…) ci consente di lasciare la macchina e ammirare la vista sulla Valbelluna.

Partenza dall’Agriturismo Monte Cavallo
  • Partenza: Agriturismo Monte Cavallo, loc. Col Indes, Sant’Anna (BL) (1212m slm)
  • Arrivo: Rifugio Semenza (2020m slm)
  • Durata del percorso di andata: 2h10m circa (Sentiero 923)
  • Durata del percorso di ritorno: 1h15m circa (Sentiero 926)
  • Difficoltà: Escursionistica E, tratti in forte pendenza e sterrata, ampio dislivello
  • Consigli utili: utilizzare calzature e abbigliamento adatti
  • Note: percorso con tratti al sole (attenzione a proteggere la pelle con filtri solari), anche ripidi, meglio essere allenati
Punto di partenza / parcheggio, su Google Maps:

Quando abbiamo “abbandonato” l’auto, non abbiamo ancora raggiunto l’inizio del sentiero: dobbiamo prima continuare a piedi per qualche centinaio di metri, sempre su strada asfaltata, fino a raggiungere in circa 15 minuti Malga Pian de le Lastre (1277m). Un pannello ci presenta il “Giro del Guslon”, che per oggi effettueremo solo in parte; i cartelli a fianco confermano che siamo sulla strada giusta. Adesso sì che possiamo dire veramente: “si parte!”

Partenza dei Sentieri 923 e 926

Si cambia terreno, passiamo al cemento; tratto molto ripido, che ci fa prendere velocemente quota, quel tanto che basta a farci vedere un suggestivo panorama sul Lago di Santa Croce. Sulla sinistra un bivio ci porterebbe a prendere il Sentiero 926, ma all’andata restiamo sul Sentiero 923, per cui proseguiamo dritti.

Panorama sul Lago di Santa Croce

Dopo un altro quarto d’ora entriamo finalmente nel bosco.

Sentiero nel bosco

Per circa una mezz’oretta avanziamo protetti dai faggi di quella che fu la Foresta della Serenissima: il silenzio di questi luoghi, interrotto solo talvolta dalla fauna che li abita e dai “colleghi” escursionisti è rilassante e di ispirazione. Al termine di questo tratto troviamo la Baracca degli Alpini di Tambre dove poterci eventualmente riposare; ma noi siamo giovani e forti, non ne abbiamo bisogno!

Baracca degli Alpini

Da questo momento in poi il sentiero si restringe molto e inizia a salire, prendiamo quota.

Parte la salita vera e propria

Se fino ad ora la “passeggiata” è stata piacevole, ora si fa tutto molto più interessante.

Sentiero ripido e stretto

Non si può parlare di tratto pericoloso, ma fermarsi e guardarsi alle spalle fa capire come si stia salendo velocemente. L’ultima parte di questo settore è esposto e al sole, caratteristica che da ora in poi non ci abbandonerà più: attenzione alle ustioni!

Tratto al sole

In 20-25 minuti arriviamo al Sassòn della Madonna (1640m), un masso di notevoli dimensioni (posto al centro di un vallone) su cui è stata incastonata una statua della Madonna degli Alpini. E’ il secondo posto adatto ad una pausa, per reidratarsi (specie nelle giornate più calde) e ammirare quello che la natura ci offre tutto attorno.

Sasson della Madonna

La terza tratta che inizia ora è forse la più impegnativa, e per la forte pendenza e per il tipo di terreno (sassoso e quindi un po’ più scivoloso), nonché per il fatto che, come già detto, d’ora in poi non ci sono alberi a proteggerci dalla calura solare…

Molto sole oggi

Ancora una volta, se ci fermiamo e ci guardiamo attorno, lo spettacolo della montagna ci cattura: guarda un po’ chi si rivede, Pian Cansiglio!

Vista sul Cansiglio

Dopo un’altra mezz’ora buona ci ricongiungiamo con il Sentiero 926: siamo a 1900m e ormai il Rifugio non è più così distante.

Il percorso rimanente è praticamente tutto in quota (pendenza molto blanda) ma molto stretto ed esposto: ci vuole attenzione, anche perché è facile commettere errori se si è arrivati stanchi fino a qui (vale per i meno allenati ma anche per chi soffre il caldo). Vedere il Rifugio in fondo ci rasserena comunque.

A contatto con la roccia

Ce l’abbiamo fatta, Il Rifugio Semenza è ormai sopra di noi!

Rifugio Semenza

Prima di salire ed entrare a mangiare qualcosa, ammiriamo la posizione invidiabile su cui la struttura è stata costruita: la Forcella Lasté, col Monte Cornor sulla sinistra.

Rifugio Semenza e Monte Cornor

La nostra Escursione al Rifugio “Carlo e Massimo Semenza” è giunta al traguardo. Come noi, tanti altri appassionati di montagna si sono trovati qui lo stesso giorno (la nostra uscita risale al 09.09.2018), per la giornata favorevole dal punto di vista climatico e delle temperature, e purtroppo non riusciamo a trovare niente da mangiare senza dover aspettare a lungo. Non importa, anche questo fa parte dello spirito della montagna, ripieghiamo sui panini che ci siamo portati di scorta.

Rifugio Semenza affollato

Ma come si fa a lamentarsi quando la nostra “sala da pranzo” è questa?

Per il ritorno, come accennato all’inizio, prenderemo il Sentiero 926, più panoramico nella prima parte, più veloce nella seconda, ma difficoltoso in discesa (più ripido del 923, anche se prevalentemente nel bosco). All’inizio, dopo il Bivio con il Sentiero dell’andata, è di notevole fascino ma esposto (fate attenzione!).

Rientro per il Sentiero 926

Che spettacolo la vista su Cansiglio, Alpago e Lago di Santa Croce!

Dopo i primi 30 minuti circa si entra nel bosco, dove prosegue una “folle” discesa che ci porta in breve tempo a perdere tutta la quota che avevamo faticosamente guadagnato la mattina.

Ultimo tratto nel bosco

Semmai non ci ricordassimo che anche qui una volta comandavano i Veneziani, ce lo ricordano i cartelli: ci troviamo nel “Sentiero dei Cippi della Serenissima”!

Sentiero dei Cippi della Serenissima

E’ passata solo un’ora da quando siamo partiti e già il bosco si apre per ricongiungerci al Sentiero 923.

Quasi arrivati

Non poteva mancare la fauna autoctona ad accompagnarci nell’ultimo breve tratto della nostra lunga Escursione.

Ora mancano solo gli ultimi 10 minuti per tornare alla macchina, dove finalmente possiamo togliere gli scarponi!

Prima di ripartire, è cosa saggia passare in malga per prendere qualche “souvenir gastronomico” da portare a casa…

Per oggi è tutto, “Duri i Banchi” e alla prossima. MV