Escursione sul Nevegal al Rifugio Col Visentin

Escursione sul Nevegal al Rifugio Col Visentin

Anche nel 2021 l’articolo di Giugno non esce di Domenica, come di consueto, ma il giorno 15: perché? Ma ovvio, perché il 15 Giugno Dohlomiti compie gli anni: Auguri!

E ora che abbiamo completato i formalismi, passiamo alla montagna! Dove si va questa volta? Veneto! Per la prima volta Dohlomiti va sul Nevegal, la “Terrazza sulle Dolomiti”. Partiamo.

  • Partenza: Piazzale Nevegal, Nevegal (BL) (1050m slm)
  • Arrivo: Rifugio V Artiglieria Alpina, Col Visentin (BL) (1763m slm)
  • Durata del percorso di andata (stesso percorso al ritorno): 2h circa
  • Difficoltà: Media TE
  • Consigli utili: utilizzare calzature adatte
  • Note: indicazioni poco precise, fare attenzione
Punto di partenza / parcheggio, su Google Maps:

Tutto parte dal Piazzale Nevegal, ampio parcheggio asfaltato su cui poter lasciare la macchina. Un grande pannello in legno riassume tutti gli itinerari possibili e, a vederlo, sembra tutto chiaro e semplice (non sarà proprio così…).

Piazzale Nevegal

Partiamo, ma dopo appena due passi ci troviamo al primo Bivio: da che parte andare? C’è un’indicazione? No. Proseguiamo dritti e speriamo bene.

Inizio Sentieri

Sembra che la nostra scelta sia quella giusta: superiamo di slancio quello che sembra il fondo di una pista da sci (penso che lo sia davvero) ed entriamo nel Bosco. E adesso?

Bivio dubbio

Il Sentiero si biforca: verso destra si arriva solo ad una baracca (sì, l’abbiamo scoperto arrivandoci per errore), quindi proseguiamo in ascesa, verso sinistra. E a sorpresa, finalmente, appeso ad un albero, compare il primo Cartello: Miracolo!

Primo Cartello trovato

A parte la polemica, ora sappiamo di essere sulla strada giusta: aumentiamo il passo.

Nel Bosco

C’è subito un passaggio non particolarmente “affascinante”, che ci porta sotto ai cavi dell’Alta Tensione: sicuramente sono indispensabili, ma forse sarebbe stato opportuno cercare di escluderli dal percorso… Vabbè, forse le polemiche è meglio concluderle per oggi, si sale!

Passaggio sotto l’Alta Tensione

Questa prima parte, nonostante presenti dei tratti angusti, è frequentata anche dalle Mountain Bikes: fate attenzione!

Sentiero stretto

Dopo un quarto d’ora arriviamo al primo punto di ristoro: il Rifugio La Grava.

Rifugio La Grava

Non ci fermiamo neppure per un minuto (siamo appena partiti) e proseguiamo verso destra, seguendo le indicazioni per le Mountain Bikes. Anche se non ce l’aspettavamo, siamo già in grado di intravedere una splendida vista panoramica verso la Valbelluna.

Vista panoramica

Rientriamo in Bosco per qualche minuto, diretti verso Casera Legner. A chi ci ha letti fin qui potrebbe sembrare che stiamo avanzando senza seguire un itinerario preciso… Ed è proprio così! D’altra parte è la nostra “Prima” sul Nevegal, perciò stiamo andando ad esplorare l’Altopiano senza seguire un itinerario ben preciso.

All’Ombra degli Alberi

E, a proposito di andamento random, dopo 10 minuti vediamo alla nostra sinistra un nuovo pannello, con una Mappa dei Sentieri diversa da quella del Piazzale di Partenza: la studiamo un attimo, e decidiamo di abbandonare il Percorso attuale per salire verso Malga Col Toront.

Mappa dei Sentieri del Nevegal
Si cambia Direzione

Questo è il Tratto più duro della giornata: si sale rapidamente, su un Sentiero stretto e scivoloso, avvolti dalla Vegetazione e al riparo dal Sole.

Sentiero impervio

Siamo in Montagna e l’Imprevisto è sempre dietro l’angolo: proprio nei pressi di uno dei rari cartelli che ci rassicurano sulla correttezza del percorso scelto, un albero caduto si frappone tra noi e la meta. Niente di che, si scavalca facilmente.

Albero abbattuto

Dopo una decina di minuti incrociamo un altro dei Sentieri che partivano dal Rifugio La Grava, ma questa volta proseguiamo fedeli alla nostra linea.

In questo tratto in forte salita è importante affidarsi alle indicazioni riportate a vernice rossa sugli alberi per non perdersi.

Si seguono i Segnali sugli Alberi

Alla fine della Salita ci ricongiungiamo con l’ennesimo Sentiero, e ci dirigiamo verso Col Toront.

Appena gli alberi lasciano spazio al Sole, si apre il Panorama sulla Valbelluna: notevole!

Vista sulla Valbelluna

E davanti a noi vediamo per la prima volta il Col Visentin: ad un’ora dalla Partenza, abbiamo identificato l’Arrivo.

Col Bristot e Col Visentin

Ancora pochi passi e arriviamo alla Malga Col Toront, vero Primo Punto Panoramico.

Verso la Malga Col Toront

Ma noi non abbiamo ancora finito: c’è un Rifugio da raggiungere! E allora continuiamo in direzione Col Visentin (facile identificarlo dalle Antenne Radio…)!

Malga Col Toront e Panorama
Si riprende il Cammino

Torniamo per la penultima volta in Bosco, e troviamo dei Lavori in Corso (ndr. oggi non operativi, è Domenica).

Se viene un dubbio sul da farsi, basta ricordarsi di salire per avvicinarsi alla meta.

Ancora un ultimo tratto di salita protetti dagli alberi, ci siamo quasi.

Ultimo Tratto in Bosco

Usciamo allo scoperto ma… è scomparso il Sole! No, siamo solo finiti in mezzo alle nuvole, e ce ne accorgiamo volgendo ancora una volta lo sguardo alle nostre spalle, dove la Valbelluna si intravede solamente.

Fine Bosco
Avvolti dalle Nuvole

Proseguiamo l’Ascesa convinti di essere prossimi al Traguardo: sarà così?

Siamo arrivati?

Forse no: siamo giunti ad un Tornante, ovviamente privo di indicazioni se non quelle per i ciclisti. Andiamo verso destra, in direzione del Col Visentin ma apparentemente in discesa, o torniamo verso sinistra in direzione Col Toront per poi seguire il Percorso lungo la Cresta? Optiamo per la seconda possibilità (spoiler: la via più breve e corretta era la prima, ma la nostra scelta rimarrà comunque azzeccata).

Da che parte andare?

Iniziamo la Carrareccia cercando il modo più veloce per raggiungere il Sentiero che corre lungo la Cresta, e ben presto lo troviamo: un viottolo di collegamento che parte alla nostra destra.

Quest’ultima parte dell’Escursione è sicuramente la più spettacolare: alla nostra Sinistra possiamo ammirare una notevole vista sul Lago Morto (e sui raccordi dell’Autostrada A27…), mentre alla nostra Destra abbiamo, ancora protetta dalle nuvole, la Valbelluna.

Il Lago Morto
Valbelluna tra le Nuvole

Più avanti possiamo vedere Longarone e Cadore, mentre del Col Visentin, che pure dovrebbe essere qui di fronte, nessuna traccia…

Continuiamo sulla Cresta

Ma eccolo: alla fine, nonostante le nubi, iniziamo a vedere il Rifugio (e le Antenne…)! Ormai ci siamo!

Il Col Visentin tra le Nuvole

Proprio adesso riusciamo a vedere la Strada Principale per arrivare al Rifugio, quella che i gestori utilizzano per rifornire la struttura, quella del Tornante di prima? (ndr. risposta: sì)

Ultimi Passi

Incrociamo quella Carrareccia proseguendo per il nostro Sentierino e… Arrivati! La nostra Escursione al Rifugio Col Visentin è giunta al termine. Si pranza!

Ecco il Rifugio

Il Rifugio, dal punto di vista estetico, è molto particolare, più simile ad un Monumento che ad uno Chalet, con una Torretta adattata a Cappella-Sacrario. Non è un caso che anche il vero nome ricordi pagine sofferte della Storia d’Italia: Rifugio 5^ Artiglieria Alpina.

Rifugio V Artiglieria Alpina
Preghiere dell’Alpino e dell’Artigliere
Timbro del Rifugio Col Visentin

Tornando all’aspetto naturalistico della nostra Uscita, non possiamo che rimanere soddisfatti dal panorama che il Col Visentin ci propone a 360°.

L’unico aspetto che lascia perplessi è la presenza massiccia di Antenne tutto attorno a noi: la posizione è certamente invidiabile per irradiare i segnali radio, ma il Paesaggio è discretamente deturpato…

Al Col Visentin si può arrivare da Nevegal o da Vittorio Veneto. Nel primo caso la Strada del ritorno è la stessa della nostra andata.

Si rientra

Nel secondo caso, invece, occorre passare per la Forcella Zoppei: anche quella è una strada davvero panoramica.

Sì, iniziare a scendere da quel lato del Colle ci allunga di parecchio il Percorso, ma per amor di fotografia lo si può anche fare…

Vittorio Veneto

Ma ora è il momento di rientrare: risaliamo al Rifugio e stavolta optiamo per la “famosa” Carrareccia.

Presto arriviamo all’ormai celebre Tornante, svoltiamo a sinistra e ci “rituffiamo” in discesa.

Rientro in Sentiero

Sta per calare il Sole, affrettiamo il passo (sempre in sicurezza).

Di nuovo in Bosco

Come sempre il rientro è molto più veloce dell’Ascesa, in meno di un’ora e mezza siamo tornati al Piazzale del Nevegal.

Fine Sentiero

E anche per oggi è tutto. Alla prossima! MV